
Whistleblowing nella sanità: cosa prevede la Delibera ANAC 318/2026 per RPCT ed enti del SSN
La nuova delibera ANAC n. 318/2026 colloca il Whistleblowing tra i presidi concreti di prevenzione della corruzione nei processi più delicati del SSN: ricerca biomedica, sperimentazioni cliniche, appalti e accreditamenti.
Per i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) di ASL, aziende ospedaliere, IRCCS ed enti sanitari, la delibera 318/2026 offre un riferimento puntuale su dove il canale interno di whistleblowing serve davvero: nei processi di ricerca, trial clinici, appalti, accreditamenti, dove le irregolarità sono più difficili da intercettare con i controlli ordinari. Non introduce nuovi obblighi rispetto al D.Lgs. 24/2023: indica piuttosto come applicarlo dove conta di più.

Cos’è la Delibera ANAC 318/2026 sul whistleblowing in sanità
Con la delibera 318/2026 l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato il Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario, pensato per diventare il riferimento diretto per la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO degli enti del SSN.
Il documento aggiorna gli approfondimenti già contenuti nei PNA 2015 e 2016 e integra la Tassonomia GIMBE su frodi e abusi in sanità. Pur mappando otto aree di attività la delibera richiama esplicitamente il whistleblowing in quattro ambiti chiave.
I punti in cui ANAC richiama il whistleblowing
Il Catalogo non dedica un capitolo autonomo al whistleblowing, ma lo inserisce tra le misure di prevenzione raccomandate all’interno delle singole schede di rischio. L’indicazione compare in quattro passaggi specifici:
Sono condotte che i controlli ordinari raramente intercettano in tempo, e che solo chi lavora dentro il processo riesce spesso a vedere per primo.

Il ruolo del RPCT nel sistema di whistleblowing sanitario
La delibera 318/2026 conferma che il whistleblowing non deve essere gestito come un adempimento isolato, ma come parte integrante della strategia di prevenzione dell’ente. Per il RPCT, il controllo non può fermarsi alla verifica formale dell’attivazione del canale ai sensi del D.Lgs. 24/2023. Diventa essenziale accertare che la procedura sia pratica e accessibile nei contesti a maggior rischio, garantendo:
Un canale conforme sul piano normativo ma non conosciuto o di difficile utilizzo per chi lavora nei laboratori, nei reparti o negli uffici acquisti rischia di vanificare le indicazioni dell’Autorità.

Un canale whistleblowing pensato per i processi ad alto rischio della sanità
Garantire che il whistleblowing funzioni nei contesti ad alto rischio del SSN richiede una tecnologia strutturata per la massima tutela del segnalante e la massima trasparenza per gli RPCT.
La piattaforma Legality Whistleblowing di DigitalPA supporta gli enti del SSN nell’adeguamento alle indicazioni ANAC attraverso un canale che offre:
