
Gestione segnalazioni safeguarding nelle ASD e SSD: i rischi da evitare e cosa imparare dal modello ATP
Negli ultimi mesi, il mondo del tennis professionistico ha acceso i riflettori sul Safeguarding. L’ATP (Association of Tennis Professionals) ha rafforzato il proprio programma di safeguarding, introducendo procedure più strutturate e strumenti dedicati per la gestione delle segnalazioni, come riportato anche da SuperTennis.
Un percorso simile è stato avviato anche da altre organizzazioni sportive internazionali, a partire dalla WTA (Women’s Tennis Association). Questo rende evidente un dato: il safeguarding non è più un tema locale o normativo, ma uno standard globale nella gestione dello sport e nella prevenzione degli abusi sportivi.
L’aggiornamento dell’ATP introduce un principio molto concreto: quando arriva una segnalazione, non può essere gestita in base alla situazione o alle persone coinvolte. Deve seguire un processo definito, replicabile e verificabile.
Perché la gestione delle segnalazioni safeguarding riguarda anche la tua ASD o SSD
Sebbene le dimensioni tra un circuito internazionale e una piccola associazione sportiva siano diverse, il livello di attenzione richiesto davanti a una segnalazione rimane lo stesso.
Nella quotidianità, una segnalazione raramente nasce come atto formale. Può partire da una confidenza tra un giovane atleta e il suo istruttore, dall’osservazione di un genitore a fine allenamento o da uno scambio di messaggi che solleva dubbi.
Senza un protocollo chiaro, queste informazioni iniziano a circolare tra email, telefonate e comunicazioni informali. Le informazioni si disperdono, la riservatezza si indebolisce e si creano versioni parziali dei fatti.
Il rischio non è solo interno, basta una gestione non controllata perché una segnalazione esca dal perimetro dell’organizzazione e arrivi all’esterno, fino alla stampa, causando danni reputazionali.
Quando serve ricostruire quanto accaduto, emergono sempre le stesse domande: chi ha avuto accesso alla segnalazione, quali passaggi sono stati seguiti e in che modo è stato tutelato il segnalante.
Se la gestione non segue un processo tracciabile, anche una gestione corretta diventa difficile da dimostrare, soprattutto in sede federale o in caso di verifica. Approfondisci nell’articolo
Responsabile Safeguarding ASD e SSD: gestione operativa delle segnalazioni
Nelle ASD e SSD, il Responsabile Safeguarding è il perno del sistema. Questa figura ha il compito di vigilare sulle informazioni, mantenendo il controllo assoluto sulla riservatezza e sull’evoluzione del caso nel tempo.
Oltre a garantire una visione completa del caso, evitando così dispersioni tra strumenti e comunicazioni diverse, il Responsabile ha l’incarico di applicare il modello organizzativo e il codice etico adottati dall’associazione.
Quando la gestione avviene all’interno di un sistema dedicato, tutte le informazioni sono raccolte in un unico ambiente protetto. Questo permette di avere sempre sotto controllo lo stato della segnalazione, sapere chi ha avuto accesso ai dati e ricostruire con facilità ogni passaggio.
Grazie a questa organizzazione, il Responsabile può dimostrare la correttezza del proprio operato in ogni momento, trasformando un obbligo in una tutela concreta per sé e per l’associazione.
Piattaforma safeguarding sport: come gestire le segnalazioni in modo sicuro
Per attivare davvero un canale di segnalazione safeguarding, non basta definire una procedura. Serve un sistema che permetta di gestire le segnalazioni in modo strutturato, fin dal primo momento. Proprio come accade nei sistemi più evoluti dell’ATP, anche ASD e SSD possono adottare una piattaforma per le segnalazioni safeguarding nello sport senza introdurre complessità operative.
Un software safeguarding per lo sport consente di ricevere segnalazioni anche in forma anonima o riservata, controllare gli accessi, mantenere il dialogo con il segnalante e tracciare tutte le attività nel tempo.
Con Legality Safeguarding, queste funzionalità sono disponibili in un ambiente intuitivo, rapido da configurare e pensato per essere utilizzato anche da chi non ha competenze tecniche specifiche.
La piattaforma è accompagnata da formazione dedicata e aggiornamenti continui, così da garantire sicurezza, conformità e continuità nel tempo, senza aumentare il carico operativo.
Non aspettare che si presenti un caso critico



