
Safeguarding: cos’è, quando è obbligatorio e come strutturare un canale di segnalazione efficace
Il Safeguarding è un obbligo per gli Enti sportivi. Dalla grande Federazione con strutture articolate all’associazione locale, tutte le organizzazioni del mondo dello sport sono chiamate a dotarsi di regole chiare per prevenire e gestire abusi, violenze e discriminazioni che compromettono la sicurezza e l’integrità dei tesserati, soprattutto se di minore età.
Molte realtà del settore si sono già adeguate, ma è nella gestione delle segnalazioni che il modello di Safeguarding viene messo alla prova: se le misure adottate rimangono soltanto su carta, l’Ente diventa vulnerabile a rischi organizzativi e reputazionali.
Come deve essere gestito il canale per il safeguarding?
E quali garanzie deve offrire al Responsabile e ai soggetti coinvolti?
Analizziamo il quadro normativo di riferimento e gli elementi essenziali per impostare un sistema di segnalazione adeguato alla realtà dell’Ente sportivo.
Cos’è il Safeguarding nello sport
Il Safeguarding nello sport, letteralmente “tutela/protezione”, indica l’insieme di misure contenute nel D.Lgs. n. 36 e nel D.Lgs. 39 del 28 febbraio 2021, nelle disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e nei Principi Fondamentali approvati dall’Osservatorio permanente del CONI per le politiche di safeguarding, finalizzate a prevenire e gestire abusi, violenze e discriminazioni, con particolare attenzione ai soggetti più fragili come i minori.
Cosa deve prevedere il Modello organizzativo Safeguarding
L’articolo 16, comma 2, del D.Lgs. 39/2021 prevede che le Società sportive affiliate adottino un Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva (MOCAS) coerente con le linee guida emanate dalle Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive associate, Enti di promozione sportiva e Associazioni Benemerite di riferimento, vale a dire un documento dove vengono dettagliate le politiche di safeguarding – l’equivalente del modello di gestione 231 per la compliance in ambito sportivo.
I principi fondamentali emanati dal CONI hanno poi definito i contenuti minimi che tali strumenti devono prevedere, tra cui:
Safeguarding e MOG 231 nello sport: integrazione e obblighi normativi
L’art. 16, comma 4 del D.Lgs. 39/2021 stabilisce che, qualora l’ente sportivo abbia già adottato un Modello di organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001, questo debba essere integrato con le disposizioni in materia di Safeguarding, al fine di garantire coerenza nel sistema di controllo interno ed evitare sovrapposizioni tra presidi organizzativi.
Safeguarding: obbligo e ambito soggettivo di applicazione
L’obbligo di adottare misure di safeguarding si inserisce nel quadro della Riforma dello Sport, attuata con i decreti legislativi nr. 36–40 del 28 febbraio 2021.
I principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione dell’Osservatorio permanente CONI hanno esteso e dettagliato tali previsioni per l’intero sistema sportivo organizzato. L’obbligo riguarda quindi tutti gli enti affiliati o riconosciuti dal CONI, tra cui: Federazioni Sportive Nazionali (FSN), Discipline Sportive Associate (DSA), Enti di Promozione Sportiva (EPS), Leghe, Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD).
Il ruolo del Responsabile Safeguarding contro abusi, violenze e discriminazioni
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni è la figura prevista dal D.Lgs. 36/2021 e dalle disposizioni del CONI quale punto di riferimento interno per la gestione dei casi e garante dell’applicazione effettiva del sistema adottato.
Il ruolo di Safeguarding Officer richiede autonomia e assenza di conflitti di interesse, soprattutto nei contesti in cui le relazioni personali e associative sono strette. In molte realtà sportive, infatti, dirigenti, tecnici e collaboratori operano nello stesso ambiente da anni: la gestione di una segnalazione può incidere sugli equilibri interni e sulla reputazione dell’organizzazione.
Come strutturare un canale di segnalazione Safeguarding efficace
Il canale di segnalazione è l’elemento che consente di rendere effettivo il Modello di gestione adottato dall’Ente. Deve essere coerente con quanto previsto dal MOCAS e dai principi coni CONI, ma anche proporzionato alla dimensione e all’organizzazione interna. Un canale efficace dovrebbe garantire:
Scendi in campo con la sicurezza di un software conforme per gestire le segnalazioni safeguarding nello sport
Gestire una segnalazione che coinvolge minori o dinamiche interne complesse come quelle relative al safeguarding richiede un ambiente informatico sicuro, che rispecchi il Modello adottato dall’organizzazione sportiva e la sua struttura, soprattutto nei casi di Federazioni o realtà con articolazioni territoriali.
Un modulo generico o una semplice casella email espongono l’organizzazione a rischi evitabili e contestazioni in sede di audit o verifica.
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